Contessa Entellina, piccolo comune montano nella Valle del Belice, conta circa 2000 abitanti. Il suo vasto e fertile territorio si estende per 13.687, 34 ettari. Per la peculiare identità culturale dei suoi abitanti, Contessa é considerata oasi etnica, linguistica e religiosa (Comunità italo-greco-albanese).

Le attività prevalenti riguardano l'agricoltura e la pastorizia. Dista 80 km da Palermo e 40 km da Sciacca (collegamento con superstrada).

Dal XV al XVIII secolo si rifugiano in Italia, per sfuggire alla dominazione ottomana e conservare la fede cristiana, molti albanesi, che fondano o ripopolano circa 100 località nel Meridione d'Italia. Contessa Entellina, fondata nel 1450 da soldati albanesi, che avevano prestato servizio per il re di Napoli nel castello di Bisiri (Mazara), é una delle circa 50 località, che conservano ancora il rito bizantino e la lingua, le tradizioni ed i costumi degli antenati albanesi. Prima del 1450 Contessa era uno dei casali del territorio di Entella e del castello Calatamauro.

Molte sono le notizie su Contessa riportate invece dal XVI secolo ad oggi in tanti documenti amministrativi, ecclesiastici, notarili, ecc., che riguardano la nuova comunità degli albanesi stabilitisi nel casale, chiamato nel medioevo “vinea Comitissae”

Il patrimonio cuturale è vasto e peculiare e può essere raggruppato in due grossi filoni:
1) espressioni comuni a tante altre località:
- testimonianze storico-archeologiche (ruderi del Castello di Calatamauro; scavi e museo di Entella; scavi di altri insediamenti antichi locali);
-testimonianze monumentali e architettoniche (Chiesa e Monastero di S.Maria del Bosco, chiese del Centro abitato, cappelle rurali);
- testimonianze di vita agricola e pastorale (antichi casolari e abbeveratoi, attrezzi agricoli, ecc.);
- bellezze paesaggistiche e ambientali (Bosco di Calatamauro con la particolare flora e fauna, Monte Genuardo, Rocca Entella, Grotta Entella, ecc.) con vincoli di riserve naturali o zone protette;
- testimonianze artistiche e artigianali (statue, paramenti e arredi sacri, dipinti nelle chiese, ecc.);
-testimonianze documentali (biblioteca del Monastero di S.Maria del Bosco, archivio comunale, archivi parrocchiali, archivi privati).

2) espressioni esclusive della Comunità italo-albanese e greco-bizantina:
- aspetto etnico-linguistico (storia, usi, costumi, tradizioni, lingua, ecc. degli antenati albanesi);
-aspetto religioso legato al rito bizantino-greco (icone e iconostasi, liturgia, melurgia, paramenti e arredi sacri, ecc.).

Le principali testimonianze ancora vive, che caratterizzano oggi l'identità italo-albanese e greco-bizantina di Contessa sono la lingua, i costumi ed il rito, in particolare manifestate in occasione delle festività religiose: Epifania, Lazzaro, Venerdì Santo, Pasqua, festa principale dedicata alla Madonna della Favara (8 settembre), S. Nicola e Immacolata.

Inserito nel territorio collinare della valle del Belice, un paese ricco di chiese di rito greco: la Chiesa Madre dedicata a San Nicolò di Mira, la chiesa dell'Immacolata e la chiesa di San Rocco. Nel territorio comunale di Contessa si trova di l'Abbazia di Santa Maria del Bosco Calatamauro che appartenne a Eleonora d'Aragona e dalla quale proviene il famoso busto di Francesco Laurana conservato nel museo di Palazzo Abatellis a Palermo.

Particolarmente suggestivi a Contessa Entellina sono i riti della Settimana Santa che si svolgono secondo gli schemi tipici delle zone di rito bizantino.